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sabato, 18 settembre 2004
Passato e presente

Sintesi cronologica

Il criterio utilizzato è quello della nascita, sviluppo, e crisi dei modi di produzione (v. nota). Le discrepanze cronologiche sono dovute al fatto che i modi di produzione nascono ed evolvono in tempi diversi a seconda delle zone del pianeta, oppure procedono in parallelo, ma con ritmi diversi. All’interno del modo di produzione capitalistico, si utilizza il criterio, più dettagliato, dei cicli. Per le definizioni, v. Dizionario economico-sociale.

PREISTORIA

- Stato selvaggio

1 milione di anni fa - 50.000: MODO DI PRODUZIONE PALEOLITICO (strumenti in pietra e fuoco)

40.000/30.000 - 8.000/5.000: MODO DI PRODUZIONE NEOLITICO ("comunismo primitivo", basato sull’orticoltura, età del matriarcato)


SOCIETA’ DIVISE IN CLASSI

Pre-mercantili ("Barbarie")

5.000 - 4.000 a.c.: MODO DI PRODUZIONE NOMADE-PASTORALE

5.000 - 4.000 a.c.: MODO DI PRODUZIONE PRATIVO-CAMPESTRE

4.000 - 1.100 a.c.: MODO DI PRODUZIONE ANTICO-ORIENTALE

(epoche diverse) : MODO DI PRODUZIONE ASIATICO - AFRICANO - MESO AMERICANO

(Civiltà) Mercantili

700 a.c. - 800 d.c.: MODO DI PRODUZIONE SCHIAVISTICO (occidentale)

- Schiavismo greco

- Schiavismo romano

- Decadenza e crisi dell’impero romano

800 - 1760: MODO DI PRODUZIONE FEUDALE

1300 - 1450: crisi del feudalesimo

1450 - 1640: Sviluppo del capitale commerciale
(Dall’impero di Carlo V all’egemonia commerciale olandese)

1650 - 1730: Fase di recessione mondiale, sviluppo del capitalismo nelle campagne

1730 - 1759: Egemonia commerciale britannica. Prima "rivoluzione" industriale (1735: prima macchina per filare, John Wyatt)

LA "CIVILTA’" BORGHESE
(ultima fase della preistoria)

1760 - OGGI: MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTICO

Parabola ascendente

Sviluppo del capitale industriale in Inghilterra
--1784: Watt brevetta la sua seconda macchina a vapore, a doppio effetto, come "agente generale della grande industria";
--1804-1814: dalla prima locomotiva al mondo di Trevithick a Stephenson;

1815 - 1879: Seconda "rivoluzione" industriale (Inghilterra, "opificio del mondo")
--1816-1819: crisi di sovrapproduzione industriale inglese;
--1824-1827: altra crisi industriale;
--1830-1833: nuova crisi di sovrapproduzione industriale;
--1833-1837: sviluppo industriale trainato dalle costruzioni ferroviarie;
--1838-1842, e 1847-1850: due crisi cicliche profonde, che mettono a repentaglio il destino del capitalismo, con la chiusura dei mercati europei;
--1851-1866: ripresa e ciclo espansivo (grazie alle ferrovie extra-europee e ai piroscafi oceanici) -> affermazione mondiale della grande industria, inglese e francese -> ETA' DEL FERRO e del CARBONE
--1866-1879: periodo di crisi strutturale del capitalismo europeo (inglese, francese, tedesco). Guerra franco-prussiana: Comune di Parigi (maggio 1871), primo esempio storico di dittatura del proletariato.

1879 - 1896: periodo di riassestamento del capitalismo e di (insufficiente) sviluppo dei mercati, favorito dall'espansione coloniale (seconda fase della c.d. "grande depressione" [1873-1896], inizio del declino della potenza inglese)-> ETA' DELL'ACCIAIO (sviluppo dell'industria chimica, del telegrafo e dell'elettricità; decollo della grande industria dei mezzi di produzione)

1896 - 1914: Nascita dell’imperialismo

--1896 - 1913: Grande ciclo di espansione capitalistica; formazione del capitalismo monopolistico e finanziario -> ETA' del PETROLIO
--1913 - 1914: nuova crisi di sovrapproduzione industriale

Parabola discendente

1914 - 1945: Crisi trentennale e inizio prima crisi sistemica

--1914 - 1918: Prima guerra imperialistica mondiale
--1917 - 1924: Dalla rivoluzione russa all’Internazionale comunista
--1922 - 1938: Contro-rivoluzione borghese (nazismo e fascismo). La grande crisi del 1928-1933.
--1939 - 1945: Seconda guerra imperialistica mondiale. Sviluppo dell'industria aeronautica.

1946 - 1966: Egemonia Usa nel condominio russo (fase di espansione mondiale: sviluppo dell'industria automobilistica)

Nuova crisi sistemica

1967 - 1974: sovrapproduzione, crisi del dollaro e guerra del petrolio

1975 - 1979: fase di stag-flazione (incubazione del capitalismo parassitario)

1979 - 1984: dalla seconda guerra petrolifera del ’79 alla reazione produttivistica

1985 - 2000: ciclo espansivo, trainato soprattutto dalle nuove tecnologie informatiche e dall'esplosione del capitale fittizio (boom delle borse)

2001 - ... : nuova recessione, esasperazione del capitalismo parassitario, dell’aggressivismo imperialistico ed inter-imperialistico; finanziarizzazione dell’economia.
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V. anche Cronologia storica del pianeta
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Nota

- M.d.P. paleolitico: (30.000 - 7.000 a.C.) gli uomini si associavano per la caccia, principale fonte di sussistenza (oltre alla pesca e alla raccolta di vegetali, alla quale contribuivano soprattutto le donne). Il lavoro venatorio era, tuttavia, discontinuo e precario. L’unico mezzo di produzione era il fuoco, usato per rendere commestibili le risorse venatorie. I più importanti strumenti di lavoro erano gli strumenti di pietra grezza scheggiata (lama e bulino di selce; aghi di osso). La forma di famiglia era promiscua.

- M.d.P. neolitico (matriarcale o "comunismo primitivo"): (6.000-5.000 a.C.) i nuovi mezzi di produzione furono la terra coltivabile (orti) e gli animali addomesticati. I nuovi tipi di lavoro ad essi connessi furono l’agricoltura-orticoltura, l’allevamento, e la produzione di ceramica (per la conservazione dei cibi). La produttività del lavoro crebbe in maniera significativa. Per la prima volta si formò un plusprodotto stabile. La pietra scheggiata fu sostituita dalla pietra levigata. Terra e allevamenti erano proprietà collettiva della tribù, nella quale i clan femminili avevano una posizione determinante, in quanto detenevano il monopolio nella conoscenza e gestione delle tecniche orticole (e di conservazione dei cibi). I legami tra uomini e donne erano di coppia, senza obblighi reciproci. La discendenza era matrilineare (gens matriarcale). Prima divisione del lavoro secondo il sesso (donne orticole, uomini cacciatori e allevatori). Questo M.d.P. si sviluppò soprattutto nelle oasi medio-orientali (Egitto, Siria, Palestina); nelle oasi del Turkestan; e in ambienti tropicali (Messico e Indocina).

- Modo di produzione nomade-pastorale: succede al M.d.P. comunistico-primitivo, entrato in crisi verso la fine del VI millenio a.C. Caratteristico delle tribù che, cacciate con la violenza dai loro ambienti d'origine, in quanto i territori coltivabili non erano più sufficienti per tutte, seppero riorganizzare la propria vita in funzione esclusiva della pastorizia nomade, conducendo ininterrottamente, di oasi in oasi, greggi di pecore e di capre. Quelle tribù, di cui le greggi erano diventate l'unica fonte di sussistenza, caddero inevitabilmente in potere di quei pochi, tra i loro membri, che possedevano greggi, e per i quali tutti gli altri erano costretti a lavorare come servi. Si attuò così la prima divisione in classi della società, tra padroni e servi (e, prima ancora, tra maschi padroni e donne serve). Nasce la famiglia "monogamica", ma solo per la donna (famiglia e gens patriarcali).

- Modo di produzione prativo-campestre: i privati proprietari di greggi, alla ricerca di nuove risorse di cui appropriarsi privatamente, provarono ad insediarsi anche in territori situati fuori dalle radure irrigue, nelle zone steppose, e alla fine riuscirono a sruttarli, prima come prati per il pascolo degli animali, e poi, attraverso l'invenzione dell'aratro, come campi coltivati a cereali. Si formò così il M.d.P. "prativo-campestre", in cui l'allevamento degli animali nei prati, e la nuova agricoltura dei campi cerealicoli, dei cui prodotti si appropriavano privatamente i proprietari del bestiame, soppiantarono gradualmente la tradizionale orticoltura comunistica (primitiva), costringendo in sempre maggior numero coloro che ne avevano tratto di che vivere a diventare servi di coloro che controllavano greggi, aratri, sementi e raccolti cerealicoli. Sviluppo parallelo al MdP nomade-pastorale e con tratti familiari analoghi.

- Modo di produzione antico-orientale: nel corso del V millennio a.C., le classi dominanti nelle grandi valli fluviali (del Nilo, dell'Eufrate, del Tigri e dell'Indo) riuscirono a creare, per la prima volta nella storia, dei veri e propri Stati, e a far loro organizzare tutta quanta la vita economica delle corrispondenti società. Il lavoro dei popoli che si erano formati nelle grandi valli fluviali fu quindi interamente assoggettato agli Stati costituiti per organizzarlo. Coloro che erano impegnati nel lavoro furono cioè costretti a dividerselo e ad eseguirlo seguendo esattamente le direttive delle autorità statali, cedendo ad esse tutto ciò che producevano, e ottenendone, in cambio, del proprio lavoro coatto, solo le razioni di cibi e di indumenti che erano indispensabili per vivere. Le classi dominanti fondarono perciò il loro dominio sociale sul monopolio dele cariche statali, a sua volta fondato sul monopolio delle conoscenze necessarie per dirigere i grandi lavoro di sistemazione idraulica, e acquisirono così, attraverso il controllo degli Stati, il controllo dei mezzi di produzione creati dal lavoro organizzato dagli Stati stessi. Le più grandi invenzioni della storia umana (vela, ruota, scrittura), sono scaturite dai popoli antico-orientali (egizi, sumeri, accadi, amorrei, assiri, babilonesi, cretesi, ecc.).

- Modo di produzione africano: la terra - sempre molto abbondante - e i mezzi di lavoro - sempre molto semplici - hanno scarsa importanza, mentre il lavoro, reso durissimo e mai sufficiente dalle condizioni ambientali e dal limitato sviluppo demografico, costituisce l’unica importante fonte di ricchezza sociale. Istituzioni, religione e cultura dell’Africa Nera sono organizzate per garantire un’efficace controllo sul lavoro da parte di un’aristocrazia dominante (XII-XIII sec.).

- Modo di produzione asiatico: le terre non sono di proprietà privata, in quanto la natura del suolo non consente ai privati di farlo rendere fertile con normali lavori di dissodamento, ma sono di proprietà dello Stato, in quanto soltanto lo Stato è in grado di organizzare e dirigere gli imponenti lavori di arginamento e di canalizzazione dei fiumi indispensabili per renderle produttive. La classe dominante è una classe burocratica di Stato che, attraverso il monopolio delle cariche pubbliche, mantiene le terre, in pratica, sotto il proprio controllo (Cina, 206 a.C.-221 d.C.; 589-906. India, IV-V sec.).

- Modo di produzione meso-americano: la terra fertile è a disposizione di chiunque voglia coltivarla. Il plus-prodotto sociale spetta ad una aristocrazia sacerdotale, che in cambio fornisce alla popolazione lavoratrice indicazioni necessarie allo svolgimento dei lavori agricoli. Le ricchezze sono immagazzinate in appositi centri cerimoniali (es. storici: Tolteci, Maya, Aztechi, Inca).

- Modo di produzione schiavistico: il produttore di merci è, esso stesso, una merce. Es. storici: Grecia antica, Roma antica.

- Modo di produzione feudale: il produttore detiene il possesso dei mezzi di produzione e strumenti con cui lavora, ma è asservito alla terra (servo della gleba), anche se non è più schiavo. Il meccanismo di coercizione sociale non è di tipo economico, bensì politico-militare, rafforzato da un’ideologia religiosa (es. Cattolicesimo).

- Modo di produzione capitalistico: il lavoratore libero è costretto a vendere la propria forza-lavoro, dietro compenso (salario), ai proprietari dei mezzi di produzione (capitalisti).
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Fonte

- Bontempelli/Bruni: Il senso della storia antica (Itinerari e ipotesi di studio). Vol.1
Trevisini Editore - Milano.

- Capire per agire

Postato da: e.p. a 21:06 | link | commenti
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